Donazione e gruppi sanguigni rari, ecco perché il sangue dei cittadini stranieri è sempre più importante

09-05-2020 20:40 -

#REPOST da Avis.it

Lo abbiamo sempre detto. Se c’è un qualcosa che ci unisce e che rappresenta un bene prezioso per ciascuno di noi, è il sangue. E a confermarlo non è solo l’attività di AVIS Nazionale e dei suoi oltre un milione e trecentomila donatori, ma l’incremento sempre crescente di nuovi donatori stranieri che, da tempo, sono venuti a vivere nel nostro Paese.

Come ha documentato un attento servizio andato in onda giovedì 7 maggio su Canale 5 durante la trasmissione “Striscia la notizia”, da anni molte persone decidono di trasferirsi in Italia per rifarsi una vita. Come ha commentato scherzosamente Rajae Bezzaz, la conduttrice libica naturalizzata italiana e autrice del servizio, «dopo aver sputato sangue faticando per trovare un lavoro, tanti stranieri adesso hanno deciso di donarlo». Una scelta che, per l’intero Sistema sanitario nazionale, rappresenta un patrimonio non da poco. Capiamo perché.

«Noi siamo da sempre abituati a distinguere il sangue nei gruppi A, B, AB e 0, e nel sistema Rh positivo e negativo – spiega il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, intervistato durante la trasmissione – ma il sangue di coloro che appartengono ad etnie diverse dalla nostra presenta caratteristiche e particolarità che lo contraddistinguono e lo rendono ancor più prezioso».

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Fonte: avis nazionale